mercoledì 27 gennaio 2016

Play a Book #3: Storia di una ladra di libri e John Lennon

Cari lettori,
quest'oggi come saprete è il Giorno della Memoria, data in cui si è soliti ricordare le vittime dell'Olocausto. Per rimanere in tema, io e Francy abbiamo pensato di dedicare questa puntata di Play a Book proprio su questo argomento. Non si tratta però di una riflessione sul tema, ma solo di tre romanzi e tre canzoni che vi consigliamo, che ci hanno colpiti e che, secondo noi, è giusto richiamare per questa occasione. Si tratta quindi di qualcosa di più soft, senza alcuna pretesa. C'è da dire però che è giusto ricordare in questo giorno, ma a me sinceramente sembra limitato. La settimana scorsa vi ho parlato della mia intenzione di approfondire il tema della Seconda Guerra Mondiale. Bene, da domani non rinuncerò certo. Ho in wish list molti libri che intendo leggere e su cui riflettere e discutere. Passata la giornata, non passano anche i ricordi. Il mio consiglio oggi è quindi quello di fermarsi per un secondo, riflettere e ringraziare per ciò che si ha. Il mio consiglio per domani è quello di non dimenticare e fare finta di nulla per altri 365 giorni.

E se libri e canzoni si fondessero? Diventassero un tutt'uno? La magia delle pagine si mescolerebbe con la melodia delle note. Le nostre orecchie sarebbero impegnate ad ascoltare i dolci suoni mentre i nostri occhi continuerebbero imperterriti la lettura della storia. Io e Francy saremo con voi ogni 27 del mese per collegare con un sottile filo una canzone e un romanzo. E un romanzo con una canzone.
Part One: da Romanzo a Canzone

Storia di una ladra di libri di Markus Zusak

È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.



Cantando se ne va
e resti solo tu,
io rischierò la vita
e l'amerò 
di più.
Cantando se ne va,
rimani solo tu,
la vita rischierò
per viverla di più.


Le canzoni di solito parlano sempre di amore e trovarne una che sia completamente staccata da questo tema è praticamente impossibile perché quando scrivi devi essere per forza ''innamorato'' di quello che fai e il sentimento, volente o nolente, penetra nel testo. Ho scelto Paura non ho di Tiziano Ferro, uno tra i miei cantautori preferiti. Una canzone dal ritmo malinconico ma le cui parole non mancano di ricordare che alla fin fine vale la pena farsi forza ed andare avanti anche quando vorresti farla finita con tutto. Anche con la vita stessa. Storia di una ladra di libri mi aveva fatto provare un vortice indefinito di emozioni: c'era questa ragazzina che si rendeva conto di tutte quelle drammatiche situazioni che accadevano intorno a lei ma nonostante tutto ha sconfitto la paura con la forza delle parole e del coraggio che la caratterizzava. 

Francy




It’s my own design
It’s my own remorse
Help me to decide
Help me make the most
Of freedom and of pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world

Ascoltando Everybody wants to rule the world, mi sembra di ritrovare la stessa voce narrante del libro, la Morte, che con uno sguardo distaccato assiste alle vicende degli uomini e ai conflitti che questi creano. La canzone parla del desiderio di potere da parte di tutti. C’è una frenesia nel voler “scavalcare” gli altri: ognuno pensa a se stesso e i Nazisti cercano a tutti i costi di portare avanti i loro folli obiettivi. Nonostante ciò, Liesel si accorge che in ogni momento il mondo può essere crudele e bellissimo e che siamo noi a scegliere quando renderlo tale. La ragazza riesce nel suo piccolo a migliorarlo: trova un suo angolo in cui sfuggire dall’orrore che la circonda, i libri. Tutto è opprimente, sembra procedere in un’unica direzione, ma Liesel ha una straordinaria forza che la spinge a cercare volontà e libertà.

Francesco





Part Two: da Canzone a Romanzo

Imagine di John Lennon

Imagine there’s no countries 
It isn’t hard to do 
Nothing to kill or die for 
And no religion too
Imagine all the people 
Living life in peace

Quella frase è davvero forte. Quel 'Forse potresti dire che sono un sognatore, ma non sono l'unico' inserito in un contesto che parla di un mondo migliore, senza guerre e differenze religiose o etniche è forte. Con delle dolci note una canzone che ha segnato la storia della musica continua a dirci quanto sia importante la pace e quanto sarebbe bello poter realmente vivere senza preoccuparsi di continuo al male che la gente potrebbe farti. Nella Giornata della memoria molti si soffermeranno a pensare al significato della parola pace e di come essa potrebbe guarirci da tanti mali che affollano il nostro mondo.


Il potere non è un mezzo, è un fine.
 Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell'intento di
 stabilire una dittatura
Il fine della persecuzione è la persecuzione. 
Il fine della tortura è la tortura.
 Il fine del potere è il potere.


L'ottimismo che comunica la canzone di Lennon non è certamente condiviso dal libro da me scelto, cioè 1984 di George Orwell. Non sono riuscita a trovare un romanzo che parli di un universo idilliaco e perfetto, forse perché non ne ho mai letto uno o semplicemente perché -se l'ho fatto- non avendomi colpito non lo ricordo. Ho voluto concentrarmi maggiormente invece su cos'è questa guerra che viene citata dal cantante, senza la quale tutta la gente vivrebbe in armonia. La guerra Orwell la vede come un evento inevitabile quando c'è la crudeltà tra gli uomini, quando anche solo un individuo vuole prevaricare gli altri senza farsi il minimo scrupolo. Quindi sì. Ho certamente colto il significato della canzone ma qui ho voluto mettere in luce la concezione opposta: quella di un mondo (fortunatamente) distopico dove è impossibile usare l'immaginazione che ci chiede John Lennon con le sue frasi piene di sentimento. 

Francy






“Non mi vergogno di ciò che sono, avrei voluto dirgli. Sono orgogliosa di essere un'ebrea. Vivo dietro quel filo spinato insieme a filosofi, scienziati, artisti e insegnanti, a zingari, poeti e compositori. Tu vivi in una casa piena d’odio."



Trovare un mondo perfetto, senza guerra e miseria, è un’utopia. Il conflitto per gli uomini sembra essere qualcosa di necessario: dividendosi in comunità, diventa inevitabile scontrarsi con altri popoli. Gli orrori, le atrocità, l’idea che alcuni individui fossero migliori di altri, hanno portato a pensare che il mondo fosse finito e in preda a morte e miseria. Hanna però non si arrende. Soffre, ma non si arrende. Non sa dove si trova il padre, la madre è instabile e la sorella Erika non sa quanto potrà reggere, ma lei pensa a proteggere tutti, si impegna per tenere duro e non mollare. La musica diventa la sua via di fuga, il luogo nel quale smette di essere prigioniera e torna libera. Per un breve istante, ci sono solo tasti bianchi e neri. Questo mondo perfetto è immaginabile come canta Lennon. Hanna spera di raggiungerlo, lo desidera per se stessa e per la sua famiglia. E allora lotta, incassa, si rialza per combattere. La durezza alla fine finirà, il cielo tornerà a riempirsi di stelle e la musica a sentirsi per le strade. E quel mondo impossibile sarà diventato, in parte, possibile.
Francesco

Eccoci giunti alla fine. Spero di avervi offerto qualche nuovo spunto di riflessione.
Voi, invece, quali letture o canzoni mi consigliereste?

3 commenti:

  1. Faccio anche a te come a Francy i complimenti...rubrica carina e canzoni bellissime ^_^

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  2. super complimenti, un bel post. Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. uno dei post più belli letti la settimana scorsa.

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