sabato 17 settembre 2016

Recensione La Diciassettesima Luna

Buon sabato lettori!
Quest'oggi ho preparato la recensione di un libro che non vedevo l'ora di leggere da moltissimo tempo, ma ho preferito aspettare un momento libero e senza pensiero per godermi la lettura. La Diciassettesima Luna è il seguito de La Sedicesima Luna e fa parte della serie scritta da Kami Garcia e Margaret Stohl.


Titolo: La Diciassettesima Luna
Autore: Kami Garcia e Margaret Stohl
Genere: Paranormal romance, Urban fantasy
Data di pubblicazione: 24/01/12
Pagine: 484
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Mondadori
Prezzo: 10,50 €

Trama: Credevo che il nostro paesino, sepolto nella boscaglia della Carolina del Sud, fosse il centro del nulla. Un luogo in cui non succedeva mai niente e in cui niente sarebbe mai cambiato. Poi mi innamorai di una Maga. Lei mi fece scoprire un altro mondo fra le crepe dei nostri marciapiedi sconnessi. Un mondo che era lì da sempre, nascosto in bella vista. La Gatlin di Lena era un luogo in cui le cose succedevano, eccome - cose impossibili, soprannaturali, che cambiavano la vita. Che le ponevano anche fine, a volte. Fino a qualche mese prima, pensavo che nulla sarebbe mai cambiato. Ora che ne sapevo di più, avrei tanto voluto che fosse stato così. Perché a partire dall'istante in cui mi ero innamorato di una Maga, nessuna delle persone a cui volevo bene sarebbe più stata al sicuro. Lena credeva di essere l'unica a essere maledetta, ma si sbagliava. Adesso la sua era diventata la nostra maledizione.

Il mio pensiero:
Ho aspettato un giorno per scrivere questa recensione dalla fine del libro e, a mente fredda, posso dire che non mi ha preso fino in fondo come avrei desiderato. Questo perché probabilmente mi aspettavo qualcosa di stupendo come il primo capitolo della serie, quando invece stavo leggendo un libro che   deve pur lasciar delle questioni in sospeso e delle porte aperte per i sequel. Ho letto la prima parte, divorato dall'ansia di sapere come sarebbe andata a finire la relazione tra Ethan e Lena. La Maga però sembra indecifrabile e inizia ad allontanarsi sempre di più dal Mortale. Quegli attimi stupendi passati nel corso dello scorso libro sembrano così distanti e irraggiungibili. Ethan ha sempre più domande, ognuna delle quali evitata da Lena. Minore è infatti la presenza della Maga in questo romanzo, nel quale scopriamo di più circa i legami di Ethan con il mondo magico. Uno dei pregi più grandi di questa storia sono i personaggi secondari che vengono conosciuti sempre meglio. Se nel primo libro l'attenzione si focalizza su Ethan e Lena, in quest'ultimo sono Link, Ridley, Amma e i vari familiari ad essere di supporto e sostegno ai due ragazzi. Compaiono poi due nuovi personaggi: un misterioso John Breed e una Galileo inglese di nome Liv. Ho amato in particolare quest'ultima e la sua personalità avventurosa e geniale. Non posso che adorare la coppia Lena/Ethan, ma vi confesso che spero in un happy ending per questa ragazza dai capelli biondi e dagli occhi azzurri. Ricompare poi una Ridley che sembra cambiata. Ma sarà vero?

Diciassette anni, diciassette lune
Negli occhi la Luce o Tenebrose sfortune,
Oro se è sì, verde se è no,
Diciassette e poi saprò...

Ovviamente dopo essere riuscita a evitare la Reclamazione della Sedicesima Luna, rimane sospesa la questione principale circa Lena: sarà una Maga della Luce o una Maga delle Tenebre? Per tutta la durata del libro, la ragazza sembra aver già preso la sua scelta, ma continua a inseguire un sogno. Il sogno di non essere giudicata e di non ferire nessuno.

Liv porta una ventata d'aria fresca e riesce a risollevare Ethan e a farlo sorridere. Almeno per un po'. Il ragazzo deve allora decidere se è veramente pronto ad amare Lena, nonostante i pericoli e la Magia, l'elettricità e i parenti matti o malvagi, le poesie sui muri e i ricordi dolorosi. Non preoccupatevi però non si tratta di un noioso triangolo amoroso, anzi tende ad essere un quadrilatero davvero burrascoso.

La parte che ho amato meno sono stati gli sbalzi d'umore e la conseguente assenza di Lena, ma cosa ci posso fare? Se così non fosse stato, i lutti, le delusioni, la sofferenza non sarebbero sembrate reali. Proprio in nome di questo realismo allora ho provato per buona parte del libro frustrazione e rabbia. Man mano che la situazione diventa più chiara però ho iniziato a divorare sul serio il libro. Forse sta anche in questo la bravura delle due autrici: coinvolgermi talmente tanto da scatenare in me delle emozioni così forti.

Voto:

mercoledì 14 settembre 2016

Pokemon Go Book Tag

Ehilà lettori!
Quest'oggi ho pensato di proporvi un tag e mentre leggevo qua e là alla ricerca di nuove idee mi capita sotto gli occhi il "Pokemon Go Book Tag" di Read at Midnight e beh, come rifiutarsi. Dovete sapere che i Pokemon sono stati, insieme ad Harry Potter, i fidati amici della mia infanzia (affiancati per un certo periodo ai Digimon). Vedere Ash conquistare palestre e avventurarsi in un vasto mondo mi ha sempre divertito e attratto. Per non parlare poi della sua amicizia con Pikachu, del team Rocket o dell'infinito numero di cloni di infermiere e poliziotte. Scoprire quest'app qualche giorno prima dell'uscita in Italia è stato per me come un ritorno di fiamma, ha riacceso il "fanciullino" pascoliano che è in me. Al di là delle critiche e delle solite discussioni del tipo "intontisce la società", "è tutto marketing", "è una moda passeggera", "vietiamolo", "è fatto male" etc etc, io ho accolto Pokemon Go più come una serie di ricordi calorosi, così come un qualsiasi oggetto o peluche a cui si può essere legati e che riconduce alla propria infanzia. Insomma, libri e Pokemon nella mia esperienza si sposano fin troppo bene e quindi eccoci. Gotta Catch'em All!





Il libro che ha dato il via all'amore per la lettura

Questa domanda l'ho trovata in molti tag e solitamente la mia risposta di getto oscilla tra Geronimo Stilton e Piccoli Brividi, ma questa volta ho pensato di rispondere con quella che è forse la mia prima vera serie fantasy (ma non ricordo se ho letto prima Harry Potter): Il magico mondo di Deltora di Emily Rodda. I viaggi di Lief, Barda e Jasmine hanno colorato la mia mente di magici luoghi e di strane creature da sconfiggere. Una volta tornato a casa da scuola, non vedevo l'ora di correre a leggere il prossimo capitolo.

Un classico che amerai per sempre

Sicuramente potrei dire Anna Karenina, David Copperfield, Dracula, Jane Eyre, ma, per darvi qualcosa di meno scontato, ne scelgo uno molto più corto, ma che non ha nulla da invidiare ai precedenti: Novella degli Scacchi di Stefan Zweig. Poche pagine di tensione, commozione, scontro psicologico con se stessi e con un mondo crudele, il dramma umano che emerge in tutte le sue sfaccettature... Gli scacchi sono il fine per andare ad analizzare la mente umana oppressa e, talvolta, sconfitta.


Un libro per cui ha perso interesse perché è letteralmente ovunque

Ahaha adesso sicuramente meno, ma nei primi giorni in cui giocavo a Pokemon Go ero convinto di vivere nella Batcaverna insieme a Batman (e a Rat-Man, considerando tutti i Rattata presi). Parlando di libri, invece, direi i libri di Rick Riordan. Ho letto tutta la prima serie di Percy Jackson e mi è piaciuta, ho adorato le divinità greche e tutto, ma non finisce più. Se la Rowling si fa desiderare, Riordan ne sforna uno dopo l'altro (non ai ritmi di After però). Per esempio non ho mai letto un libro degli Eroi o il primo della nuova serie su Apollo. Non ci sono difetti o altro, semplicemente mi ha stancato vederne troppi in giro. Forse un giorno potrei anche leggerli, ma per ora sto bene così, grazie. 


Un libro che te ne ricorda altri, ma che ami comunque

A proposito di Percy Jackson e di divinità greche, ho letto qualche mese fa Red Rising di Pierce Brown ed ecco, diciamo che non è proprio il massimo dell'innovazione: una popolazione divisa in classi sociali, un gioco mortale in cui i ragazzi partecipanti si dividono in gruppi secondo casate che corrispondono a dei greci o romani, un povero ragazzo che riesce man mano a insinuarsi nei ceti più alti e che tenterà di sconvolgere l'ingiusto ordine sociale... Divergent, Hunger Games, Maze Runner o se vogliamo 1984 sono titoli noti proprio per questi governi totalitari e per i loro protagonisti "divergenti", che non accettano l'ingiustizia e lottano per cambiare le cose. Ciò che fa la differenza è però uno stile scorrevole, dei personaggi stupendi in contesti diversi dai soliti (il protagonista è già sposato per esempio) e forse quel qualcosa in più che si manifesta in seguito a un world building vasto e ben organizzato. Pierce Brown ha fatto breccia nel mio cuore, contro le aspettative, e non vedo l'ora di leggere il prossimo volume della trilogia.

Un libro o serie che non hai ancora iniziato a leggere per la sua mole

Di solito i libri grossi non mi spaventano: la mia libreria vanta scaffali di Mammut. Ci sono però certe serie in cui non mi sono ancora avventurato proprio perché non sembrano avere fine. Inoltre ho già tanti altri libri da leggere e non sono sicuro di poter trovare altro spazio in cui metterle. Potrei citarvi per esempio i 26 libri di Terry Brooks o la lunga lista di Robin Hobb, ma in particolare mi dispiace non aver mai provato a leggere i libri di Licia Troisi, dal Mondo Emerso in poi. Non mi sono mai informato troppo, ma mi capita spesso di fissarli con uno sguardo smarrito tutte le volte che li incontro in libreria.

martedì 13 settembre 2016

Top Ten Tuesday #35

Eccoci qui. Primo vero post dopo il ritorno.
Per oggi ho pensato di riesumare uno dei miei tipi di post preferiti... le Top Ten! Riparto nello specifico dal tema della scorsa settimana scelto dal blog ideatore, The Broke and the Bookish, ovvero una lista a carattere televisivo. Da mesi, infatti, sono un Netflix-addicted (ma sono sicuro di non essere l'unico) e così ho pensato di consigliarvi 10 serie tv che mi hanno particolarmente colpito ed entusiasmato. C'è da dire però che ne vorrei vedere ancora tante e la vasta scelta mi mette sempre in crisi. Sapete no, quei 10/15 minuti canonici di "vorrei vedere il prossimo episodio di questa, ma chissà come va avanti quest'altra" e "se invece ne iniziassi una nuova...". E dopo questa lunga discussione fra me e me stesso, scelgo al 95% la stessa serie che guardo da giorni finché non termino le stagioni disponibili. Tutto ciò per dire che forse ho trascurato delle perle, ma questo sta a voi deciderlo. Consigliatemi nei commenti qualche nuova serie che avete amato (non necessariamente su Netflix, se non siete abbonati). Sono aperto a nuove alternative.


10 Serie TV Migliori Su Netflix


1. Sense8
Parto dalla migliore, quella che ho amato più in assoluto. Non so neanch'io descrivere come, quando o perché è successo, ma da quando l'ho aggiunta a "la mia lista" è stato amore a prima vista. Non c'è niente e dico niente che cambierei. I personaggi tutti fantasticamente caratterizzati, le ambientazioni variegate, le risate, i momenti tristi, quella fantastica What's Up cantata in gruppo (ora suoneria del mio telefono), le storie d'amore a distanza, i conflitti. Non voglio spoilerarvi niente perché sarebbe un sacrilegio. Questa è l'unica voce della lista che potete prendere non come un consiglio, ma come un dovere. Fatelo per voi stessi, guardate Sense8!






2. Gilmore Girls

Questa non è un originale Netflix, ma da Luglio sono disponibili le 7 stagioni, mentre l'8 (eh già, non sto nella pelle) uscirà a Novembre. Non amo rivedere i film troppe volte e non rileggo quasi mai libri (anche se non mi farebbe male riprenderne un paio), ma questa è l'unica serie in assoluto che non mi stanco mai di vedere. 7 stagioni di abbuffate, pettegolezzi, veloci botta e risposta, damigiane di caffè, risate, momenti tristi e nostalgici, cene del Venerdì, riferimenti culturali, libri, film e musica... il tutto nella bellissima atmosfera del New England. Non so bene neanch'io cosa mi catturi così tanto in questa serie (a parte Alexis Bledel). Sono più un tipo da città che da Stars Hollow, ma questo tipo di ambiente è proprio quello in cui mi piacerebbe vivere, probabilmente più delle ambientazioni fantastiche o immaginarie di cui sono solito parlarvi.

3. Supernatural
Va bene Gilmore Girls, ma non scherziamo: non posso abbandonare per sempre angeli e demoni, vampiri e licantropi e tutte le altre creature fantastiche che popolano le storie di questo mondo. Supernatural non è una storia così innovativa rispetto alla concorrenza (o forse lo è rispetto ad alcune, in quanto credo sia nata prima di molte), ma ha quel qualcosa in più che ti convince a guardare un episodio dietro l'altro. Per ora sono fermo all'ottava stagione (appunto dove si ferma Netflix italia attualmente), ma Sam e Dean sono un duo formidabile: sono dei cacciatori di tutto rispetto con un cuore emotivo e fragile, alla ricerca di valori tradizionali come la famiglia e la giustizia. Due vagabondi in pieno stile "la casa è dove mi porta il cuore".

4. Black Mirror
Se le due serie precedenti rimangono in una cultura pre-totalemente digitalizzata (almeno per le prime stagioni), Black Mirror (prodotta dalla BBC) arriva da un fronte completamente diverso. Si tratta di una serie antologica (ogni puntata corrisponde a una storia diversa) in cui scopriamo il vero volto dell'informatica, al di là dei benefici, cioè cosa si nasconde in realtà dietro gli specchi neri e freddi di smartphone, tablet e computer. Illuminante, cinica, realista. Non si tratta del solito motivetto del "si stava meglio quando si stava peggio" o delle solite riflessioni su come i computer hanno velocizzato questo mondo. Si tratta invece di una serie tv al passo coi tempi che mostra a un mondo già digitalizzato da più di un decennio le conseguenze della sua superficialità. Le invenzioni e le idee geniali che si susseguono senza sosta a cosa porteranno? Siamo davvero convinti di cosa è meglio per noi? Questi sono gli interrogativi che Black Mirror propone. Allo spettatore il compito di rispondere.

lunedì 12 settembre 2016

Nel dubbio, leggo.

Settembre.
Da sempre Settembre è il mese del "come back to" school, work and... books.
Proprio in questo momento allora sento il bisogno di rivedere la mia posizione di blogger e, ancor prima, di lettore. Mai come quest'anno sono stato così vicino e, paradossalmente, così lontano dalla lettura.  Non mi aspetto comprendiate a pieno i miei pensieri (d'altronde sto scrivendo questo post senza uno scopo ben preciso). Il mio ultimo anno di liceo è stato infatti unico, stressante, faticoso, contornato da dubbi e non so bene dove mi abbia portato. Ancora adesso sono in una situazione precaria, in attesa dell'esito dei test universitari.

Ho sempre creduto (e sono ancora di quest'opinione) di essere un lettore onnivoro. Le fasi della mia vita sono da sempre scandite da diverse letture: l'infanzia con i Geronimo Stilton e i Piccoli Brividi per avere un primo approccio con il mondo; le scuole medie e i fantasy per conoscere meglio ciò che ci circonda in una modalità più "soft"; i primi anni di liceo e la riscoperta dei classici come forma mentis; mentre ora... ora, non ne sono certo. Posso aggiungere però di aver scoperto di essere un lettore estremamente "lunatico". Dai periodi di letture senza sosta (binge-reading, per gli addetti ai lavori) passo spesso a periodi di terrificante vuoto. Non per mio volere, ovvio.

Come posso allora continuare a parlare di libri su questo sito se non ho niente di nuovo da dire? O peggio, come posso scrivere post che prosciugano il poco tempo che potrei dedicare ai libri? Da ciò deriva la "pausa" estiva (forzata). Ora sto scrivendo con le note di Good Grief di Bastille (canzone caotica, come me in questo momento) e rifletto sulla possibilità di chiudere il blog. L'università è impegnativa, lo sappiamo tutti. Potrò farcela? 
Ecco. Non lo so, ma ha senso chiederselo? No, decisamente no.
Quello che sto cercando di dirvi è che forse è il momento di cambiare metodo di blogging. Il mio nuovo motto sarà "fare una limonata", ovvero prendere le cose così come vengono. Non voglio essere troppo metodico, per dirlo in altri termini. Spesso ho progettato rubriche e post per poi non pubblicarli perché non mi convincevano. Forse è il momento di scrivere e basta. Scrivere di getto, così come questo post (mi sono ripromesso di non fare una correzione, una volta terminato). Mi piacerebbe recensire diversi libri, anche come serie di veloci discussioni e pensieri, senza perdermi via in troppi fronzoli superflui. Non so quanto durerà quest'euforia, ma, nel dubbio, continuo a leggere. E a scrivere.


Ora sono in una fase super positiva, ho recuperato moltissimi libri: riscoperto King, letto un libro usato dallo Studio Ghibli per uno dei suoi film (Il castello errante di Howl), passato un paio di notti in compagnia di qualche racconto gotico a tema fantasmi, riletto Eragon, finalmente concluso Villette di Charlotte Bronte... 
Ora di fianco a me c'è La diciassettesima luna di Kami Garcia e Margaret Stohl, ma entro domani conto di iniziare un nuovo libro inviatomi dalla Newton Compton, Il gioco del male. Non vi nascondo che in diverse sere sono caduto in un sonno profondo, situazione ben semplificata da questa vignetta di Pat Kinsella. A volte la stanchezza ha la meglio, ma questo mese finalmente respiro. Forse è questa la mia vera "estate". Nessun problema, le scadenze ormai sono passate, devo solo aspettare. E leggere.

Visto che ero in vena, ho riordinato i miei libri (da qualche mese accatastati alla bell'e meglio sui vari ripiani delle due librerie). Li ho ricontati velocemente (sto anche cercando di catalogarli con Excel) e dovrebbero essere 440 circa. Non so cosa pensare. Ho già 18 anni, non sono pochi? Posso fare sicuramente di meglio. Ci sono ancora troppe pagine che voglio sentire tra le mie mani.
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