domenica 27 novembre 2016

Quattro Parole Sul Finale di Gilmore Girls

Tutto è iniziato quando un anno fa lessi un commento su questo blog. Altri quattro episodi.
Non ci potevo credere. Da allora è iniziata la ricerca su Google che, in questi casi, è il mio miglior amico. Post su Facebook, tweet, foto pubblicate sulla pagina instagram, interviste, forum, teorie, spoiler, ipotesi, speculazioni. Improvvisamente c'era un giusto finale per una serie che mi aveva (per diversi motivi) catturato fin da bambino e che mi ha accompagnato nella mia adolescenza. È stato un ciclo continuo, stagione dopo stagione. Io e mia zia lo abbiamo guardato e riguardato, senza mai stancarci. L'atmosfera speciale di Stars Hollow, i suoi abitanti così particolari, il cibo spazzatura, i riferimenti pop (che ancora oggi non colgo del tutto), i libri, il cinema, i litigi genitori-figli, i momenti drammatici e quelli esilaranti. Tutto questo mi ha sempre messo di buon umore, non c'è stato un momento della mia vita in cui un episodio non mi abbia risollevato il morale. Ed è strano scrivere tutto questo perché è strano (o almeno lo è per me) affezionarsi tanto a una serie, a dei personaggi fittizi. Ma in fondo, se mi capita spesso con i libri, perché non dovrebbe succedere anche con questa serie tv? Sarà che forse i libri hanno una purezza intrinseca nelle loro pagine che rende tutto più mistico (vedi Lorelai in Summer e Fall). In quest'epoca allora di così tante serie e di così tanto Netflix, sono abituato ad appassionarmi a personaggi ed episodi, ma non li sento mai realmente vicini. Ciò che mi trasmette questo telefilm non è invece solo un momento di evasione, ma una calda coperta e una tazza di caffè bollente. Un tepore in cui amo perdermi.
In questo momento non mi sento in me, mi osservo dall'esterno e credo di essere una di quelle persone invasate che non vive per altro se non per carpire ogni dettaglio del suo unico motivo di vita. Forse (probabilmente) ciò che sto scrivendo è tremendamente stupido, ma lasciatemelo dire perché in fondo è la verità: sono profondamente legato a questi personaggi e anche se sto fantasticando e vedo di più di quello che c'è da vederci, preferisco continuare a sognare e rimanere positivo, ottimista e felice.

Da quell'annuncio l'attesa. Mesi, ogni tanto una sbirciatina sulle pagine ufficiali, poi gli impegni, l'università, ti passa di mente, ogni tanto ci ripensi, sorridi e aspetti. Poi arriva. 25 Novembre.
E allora segui un consiglio: goditele! Non guardarle tutte di fila.
E così Winter, li vedi, si muovono e parlano alla velocità della luce nello schermo davanti a te.
Come tutte le cose belle però, finisce. Troppo presto. Resisti alla tentazione, è già tardi.
Arriva il giorno dopo e la sera, quando tutti i doveri del giorno si dissolvono, ti concedi un momento per te stesso. Allora Spring, Summer e infine il migliore, Fall

Io ho amato questi quattro episodi e già da domani ricomincerò a guardarli. C'è da dire però che sicuramente non saranno un capolavoro, e sì, ci sono serie migliori, e sì, si poteva far di più, e sì, continuate a preferire Breaking Bad o Games of Thrones, ma non vi chiedo di compararli. Perché al posto di iniziare a denigrarli brutalmente non ce li si gode per quello che sono?
Un degno finale a una serie magnifica.

Prima di parlarvi della mia teoria riguardo al finale, vi avverto. Fino a questo punto non ci sono stati spoiler, solo il mio amore incondizionato per questa serie. Ora invece siete di fronte a un bivio: proseguire o meno nella lettura di questo post. Se non conoscete la serie, cosa state aspettando, andate a riprenderla immediatamente; se poi non avete ancora visto gli ultimi quattro episodi, allora siete pazzi, non perdete altro tempo. Se siete qua perché sconvolti dal finale allora sì, continuate tranquillamente a leggere. Lascio una pausa prima di continuare, perché mi fido della vostra buona intenzione di non spoilerarvi il finale, ma non mi fido dei vostri occhi, che spesso si posano involontariamente su cose che non avrebbero dovuto vedere, rubandovi il piacere della visione.
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Prima di tutto, sono felice del matrimonio di Lorelai e Luke, non mi aspettavo niente di meno. Ma tutti in fondo sappiamo perché siete arrivati fino a qui. Chi è il padre del bambino di Rory?
Sono abbastanza certo di una cosa: non lo scopriremo mai con certezza, non verrà mai detto. È come la trottola di Inception che continua a girare. È un finale appositamente aperto, così da creare suspense e invogliare le persone a commentare, confrontarsi.
Quello in cui credo è il cerchio della vita, come detto da Lorelai. Ci sono sempre stati parallelismi tra madre e figlia. Credo quindi che anche questa volta, e soprattutto in questa occasione, la situazione non sia diversa. Lasciamo perdere interventi esterni meno probabili (il fidanzato dimenticato da tutti e il Wookiee, così come la fecondazione artificiale). Dean, ovviamente, è escluso dalla lista. Jess, a malincuore, può essere depennato visto che non sembrano essersi neanche sfiorati. La scelta finale ricade così su Logan, un giovane e ricco e biondo Christopher. Scontato, può darsi, ma è la scelta più ovvia, visto che ci sono state diverse occasioni. Se mi immagino un finale post-finale, vedo una storia tra Rory e Jess, simile a quella tra Luke e Lorelai. (Nel corso delle stagioni anche i parallelismi tra zio e nipote non sono mancati). Il figlio sarà anche di un altro, ma lo sguardo di Jess carico di amore, emozione e pathos con cui osserva Rory dalla finestra dice molto. Non l'ha dimenticata. E non è un caso che proprio lui le sia stato così vicino in un momento critico della sua vita, aiutandola con l'idea del libro. Vogliamo poi parlare dell'incontro con il padre? Oltre a dare l'occasione a un altro attore importante della serie originale di apparire, è rilevante rispetto alla domanda su come sia stato per il padre lasciar crescere a Lorelai una figlia da sola e se sia stata la scelta giusta. Scelta che probabilmente dovrà prendere anche Rory. Così come la madre, anche Rory si è lasciato incantare dal ricco scapestrato, ma la persona speciale, quella che da qualche parte c'è per tutti secondo la madre, è Jess. Ne sono convinto. 

Questa è, secondo me, la teoria più probabile. Ma non verrà mai confermata del tutto, ne sono abbastanza certo. C'è già che ipotizza uno spin-off con Rory e Jess, ma credo sia alquanto infattibile. Gli attori sono andati avanti con le loro vite nel frattempo, e servirebbe la disponibilità di molti del gruppo del cast principale. Comunque, cosa più importante, non è quello che la Palladino aveva immaginato per la sua serie. Le ultime quattro parole "Mom, I'm pregnant" volevano volutamente lasciare non detto tutto questo. Malinconico, forse, ma corretto, sì. La vita non va sempre come si spera, non è tutto perfetto, ti arriva in faccia qualche "gancio" (cit.). Non si può in questi casi sperare che alla fine si riunisca la famigliola felice e che tutto vada a gonfie vele. Ci sono problemi e questioni irrisolte, ma come abbiamo visto per il caso di Lorelai, alla fine combattendo, si ottiene ciò che si vuole.

venerdì 25 novembre 2016

Leggendo e Rileggendo Carlos Ruiz Zafòn

Buonasera lettori,
questo è il primo di una serie di post che vedrete sul blog in questi giorni. Proprio tre giorni fa è uscito in Italia per Mondadori l'ultimo libro della serie "Il cimitero dei libri dimenticati" scritta Carlos Ruiz Zafòn: "Il labirinto degli spiriti". Sembra quindi l'occasione giusta per rileggere (o leggere, come nel mio caso) Zafòn e i suoi romanzi che sembrano aver lasciato molti lettori piacevolmente sorpresi e con il fiato sospeso.


Editore: Mondadori
Pagine: 832
Prezzo: 23,00 €
Ebook: 10.99 €


Trama: Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.



L'Autore: Carlos Ruiz Zafón è uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale dei nostri giorni e l'autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes. Le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue. Ha cominciato la sua carriera nel 1993 con un libro per ragazzi, Il Principe della Nebbia, che, insieme al Palazzo della Mezzanotte e alle Luci di settembre, forma la "Trilogia della Nebbia". A questa serie è seguito poi Marina. Nel 2001 ha pubblicato L'ombra del vento (Mondadori, 2004), il primo romanzo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, che comprende Il gioco dell'angelo, Il Prigioniero del Cielo e Il Labirinto degli Spiriti: un universo letterario che si è trasformato in uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti. I suoi romanzi, in Italia, sono tutti pubblicati da Mondadori.

E mentre milioni di lettori ripercorrono con questo autore le strade di Barcellona, io vi segnalo anche tre eventi, nei quali avrete la possibilità di incontrare dal vivo l'autore.

Milano
4 Dicembre 11:00
Unicredit Papillon, Piazza Gae Aulenti

Orvieto
6 Dicembre 17:30
Palazzo dei Sette

Viterbo
6 Dicembre 21:30
Palazzo dei Papi

Ci vediamo presto con la prima recensione! ;)



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